F2i Aeroporti. Aumenta l’interesse in vista della scelta di F2i

Attualmente in corso la due diligence per la cessione di una quota del 49% della holding aeroportuale presieduta da Mauro Maia, F2i Aeroporti

Continuano a suscitare interesse gli aeroporti di F2i. Il Sole 24 Ore pubblica oggi un articolo in cui si parla di un ulteriore potenziale investitore straniero per una quota minoritaria di F2i Aeroporti di cui nei mesi scorsi era stata annunciata la vendita.

È infatti attualmente in corso la due diligence per il 49% di F2i Aeroporti, la holding presieduta da Mauro Maia che detiene le partecipazioni di F2i nel settore aeroportuale. Le trattative tra gli advisor Hsbc e Unicredit ed i potenziali acquirenti starebbero procedendo a passo spedito, secondo quanto riportato dal quotidiano economico-finanziario.  In corsa, in base ad indiscrezioni emerse già nelle scorse settimane, vi sarebbero il fondo Ardian (già azionista di F2i), l’australiana Ifm e Deutsche Bank. La novità, in base all’articolo a firma del giornalista Carlo Festa, sarebbe l’ammissione alla due diligence di un ulteriore investitore: la canadese Bastion Infrastructure Group. Si rafforzerebbe così la rilevanza internazionale dell’operazione.

La scelta del migliore acquirente da parte di F2i, anche sulla base di strategie di partnership di lungo periodo,  dovrebbe arrivare nelle prossime settimane quando, dopo la ricezione delle offerte vincolanti, potrebbe essere concessa l’esclusiva ad uno degli investitori interessati.

Il valore dell’operazione dovrebbe aggirarsi intorno al mezzo miliardo di euro. Nel 2013, le società partecipate da F2i nel settore aeroportuale hanno registrato un Ebitda di 254 milioni di euro e ricavi pari a un miliardo. Come ricordato nell’articolo del Sole 24 Ore, le valutazioni nel settore si collocano in uno spettro compreso tra 10 e 14 volte l’Ebitda.

http://www.milanofinanza.it/news/f2i-i-canadesi-di-bastion-puntano-a-scali-sole-201410290904211800

F2i e le torri di Wind

Secondo un articolo del Sole 24 Ore il fondo infrastrutturale F2i sarebbe tra i potenziali acquirenti

Il Sole 24 Ore pubblica oggi un articolo a firma di Simone Filippetti dal titolo “Sulle torri Wind spunta anche F2i”. Nel pezzo si riporta che Wind avrebbe dato avvio al processo di vendita della propria infrastruttura di rete, che interesserebbe tra 6 e 7 mila siti. Oltre ai nomi emersi nei mesi scorsi, si parla ora di un possibile interesse anche da parte di F2i, uno dei più grandi fondi infrastrutturali al mondo, già presente nel settore delle TLC attraverso Metroweb SpA, società che detiene la più estesa rete metropolitana in fibra ottica d’Europa, con una presenza capillare nell’area di Milano.

L’operazione, il cui valore è stimato intorno ai 500-600 milioni di euro, costituirebbe la maggiore acquisizione dell’anno in corso nel settore delle telecomunicazioni, se si esclude Rai Way, per la quale è previsto un passaggio attraverso Borsa Italiana.

Le Banche Hsbc ed Imi avrebbero già inviato la prima documentazione ad un gruppo selezionato di potenziali investitori e le prime manifestazioni d’interesse sono attese già entro i primi giorni di ottobre. La chiusura dell’operazione è invece prevista per l’inizio del 2015.

Per approfondire l’argomento è possibile consultare i seguenti collegamenti:

http://www.milanofinanza.it/news/wind-spunta-f2i-tra-candidato-acquisto-torri-sole-201410020920151551

http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Economia/Wind-spunta-F2i-tra-candidato-acquisto-torri-Sole/02-10-2014/1-A_014930203.shtml

Il CdA di F2i valuta le offerte per F2i Aeroporti

Ulteriore passo avanti nell’individuazione del partner finanziario che affiancherà F2i nella gestione delle partecipate del settore aeroportuale. Dal CdA di F2i dello scorso 23 settembre sarebbe infatti emerso che il Board della Società di Gestione del Risparmio avrebbe selezionato tre delle quattro offerte pervenute per l’acquisizione di una quota del 49% di F2i Aeroporti, la holding guidata dal Presidente Mauro Maia (Senior Partner di F2i).

Nel mese di maggio, F2i aveva dato mandato alle banche HSBC e Unicredit per la cessione di una quota di minoranza sino al 49% di F2i Aeroporti.

Secondo quanto riportato in data odierna dai quotidiani economico-finanziari MF e Il Sole 24 Ore, le tre offerte selezionate sarebbero state formulate da Ardian, IFM Investors e Deutsche Bank.

La conclusione dell’operazione è prevista entro fine anno.

Per approfondire l’argomento relativo alla cessione della quota di F2i Aeroporti è possibile consultare i seguenti collegamenti:

http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/businessNews/idITKBN0E21XZ20140522

http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Economia/F2i-selezionate-tre-offerte-holding-aeroporti/24-09-2014/1-A_014872616.shtml

Cessione del 49% di F2i Aeroporti. In arrivo le prime offerte

Lo scorso 1° giugno, Il Sole 24 Ore ha pubblicato un articolo dal titolo “F2i, fondi arabi in gara per gli aeroporti”. Secondo quanto riportato nel pezzo, a firma di Carlo Festa, sarebbe imminente l’arrivo delle prime offerte da parte di investitori internazionali per l’acquisizione di una quota del 49% di F2i Aeroporti da F2i – Fondi italiani per le infrastrutture SGR.

F2i Aeroporti è la holding, interamente controllata da F2i SGR, che detiene quote di controllo nelle società di gestione degli aeroporti di Napoli Capodichino e Torino Caselle (Gesac e Sagat) ed una partecipazione di circa il 44% in SEA – Aeroporti di Milano Malpensa e Linate.

Di recente, il Presidente di F2i Aeroporti, Mauro Maia (Senior Partner di F2i), aveva  annunciato che F2i ha dato mandato alle banche Hsbc ed Unicredit con l’obiettivo di individuare un potenziale acquirente per una quota minoritaria di F2i Aeroporti. L’operazione, come sottolineato nell’occasione da Maia, avrebbe tra le finalità quella di individuare un partner di lungo periodo con cui continuare a lavorare sul consolidamento del settore.

Secondo quanto riportato dall’articolo del Sole 24 Ore, i potenziali pretendenti alla quota di F2i Aeroporti rientrerebbero in tre categorie: gruppi infrastrutturali, fondi sovrani e fondi pensione. Nel pezzo, si fa in particolare riferimento al possibile interesse da parte di “un socio del Far East o del Golfo Persico”.

Il valore dell’operazione è stimata intorno ai 500 milioni di euro. Come ricordato nell’articolo, “le partecipate del fondo (creato da Vito Gamberale) nel settore aeroportuale hanno archiviato nel 2013 un EBITDA di 254 milioni e ricavi pari a un miliardo di euro”.

 

L’articolo pubblicato dal Sole 24 Ore ed inerente F2i Aeroporti è consultabile al link seguente:

http://carlofesta.blog.ilsole24ore.com/2014/06/01/i-fondi-sovrani-di-abu-dhabi-e-kuwait-puntano-agli-aeroporti-di-milano-torino-e-napoli/

F2i potrebbe cedere una quota fino al 49% di F2i Aeroporti

Mauro Maia (F2i): “C’è già un forte interesse da parte di investitori internazionali, inclusi alcuni player ricchi di liquidità in Asia e Medio Oriente”

L’Agenzia Reuters ha riportato nel pomeriggio di ieri la notizia secondo cui il Fondo F2i, amministrato da Vito Gamberale, potrebbe cedere una quota fino al 49% di F2i Aeroporti, società veicolo interamente controllata da F2i.

Mauro Maia, Presidente di F2i Aeroporti e Senior Partner di F2i, ha dichiarato alla Reuters che F2i avrebbe dato mandato ad HSBC e Unicredit per portare avanti la cessione.

Secondo quanto dichiarato da Maia, sarebbero già stati contattati a livello internazionale più di cinquanta potenziali investitori, tra cui fondi pensione, fondi infrastrutturali ed investitori sovrani. Alcuni di loro avrebbero già manifestato interesse. Si tratterebbe in particolare di investitori dell’area asiatica e mediorientale, dotati di forte liquidità.

Stiamo offrendo una partecipazione di minoranza qualificata”, ha dichiarato Mauro Maia, “ ed insieme al nuovo partner continueremo a lavorare sul consolidamento del mercato”.

Secondo Reuters, il valore dell’operazione dovrebbe aggirarsi intorno ai 500 mila euro e le prime offerte non vincolanti sarebbero attese da F2i entro il mese di luglio.

L’operazione si dovrebbe articolare in due fasi. Successivamente alle offerte non vincolanti, tra settembre e ottobre è atteso il binding, mentre il closing dell’operazione, secondo quanto dichiarato da Mauro Maia è atteso entro fine 2014.

F2i Aeroporti è una società interamente controllata da F2i – Fondi italiani per le infrastrutture SGR. Attualmente il network aeroportuale di F2i Aeroporti include partecipazioni di maggioranza nelle società di gestione degli aeroporti di Napoli (Gesac) e Torino (Sagat), e quote di minoranza negli aeroporti di Milano, Bergamo e Bologna (attraverso SEA e Sagat), per un volume di traffico nazionale complessivo pari a circa il 35% del mercato.

L’articolo pubblicato da Reuters con le dichiarazioni di Mauro Maia è disponibile al seguente link:

http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/businessNews/idITKBN0E21XZ20140522?sp=true

FTTH o FFTC? La strategia di Metroweb nelle parole del suo Vice Presidente, Mauro Maia

Tra il 4 e il 5 ottobre 2012 si è svolta, a Capri, la quinta edizione dell’Evento annuale organizzato da Between finalizzato a fare il punto sullo stato di salute del settore delle telecomunicazioni e promuovere l’innovazione tecnologica e la competitività per il Paese. Tra i relatori intervenuti, per F2i – Fondi italiani per le infrastrutture, hanno partecipato l’Amministratore Delegato, Vito Gamberale, ed il Senior partner del Team investimenti specializzato nel settore TLC, Mauro Maia.

F2i è promotore di un Piano per la diffusione delle connessioni ad Internet a banda ultra larga,  presentato nel marzo 2012 in un’Audizione alla Camera dei Deputati, e di cui sarà protagonista Metroweb, società controllata dal Fondo amministrato da Vito Gamberale che detiene la più vasta rete metropolitana in fibra ottica d’Europa, con una presenza capillare e pionieristica nell’area di Milano.

In occasione di un’intervista, realizzata a margine dell’Evento svoltosi a Capri, è stato chiesto a Mauro Maia (Vice Presidente di Metroweb) se la rete, a livello nazionale debba essere la stessa ovunque o se debba essere diversificata a seconda delle zone. Maia ha ricordato l’importanza di una diversificazione a seconda della densità di popolazione. In particolare, secondo Mauro Maia, nelle aree a maggiore densità “è più utile avere per tutto il sistema un’unica rete per tutti gli operatori, che si basi su una tecnologia di tipo FTTH”. Una tecnologia, insomma, che porti la fibra ottica fino alle abitazioni (FTTH – Fiber to the Home) e che non preveda una competizione infrastrutturale, ma soltanto tra operatori. In questo modo la rete può consentire delle economie di scala. Per quanto riguarda invece le aree a minore densità di popolazione, secondo Maia, esse saranno interessate dalla diffusione della fibra ottica sino alle abitazioni successivamente. Per tali aree, può essere sufficiente un’architettura di rete del tipo FTTC (Fiber to the Cabinet), vale a dire un modello secondo cui la fibra ottica arriva sino all’armadietto a ridosso dell’abitazione, collegata per l’ultimo tratto dal tradizionale doppino in rame.

Metroweb è una società che si occupa di affidare in gestione agli operatori telefonici la propria rete in fibra ottica e, nelle aree dove è presente, prevede un’architettura di rete FTTH.

Il video dell’intervista al Senior Partner di F2i,  Mauro Maia, è disponibile al seguente link:

http://www.youtube.com/watch?v=GcgkZjvayz4

Chi deve finanziare le infrastrutture? Mauro Maia (F2i): “Le nuove infrastrutture devono essere finanziate da quelle già esistenti”

In occasione del Convegno organizzato da Assonime ed Adam Smith Society, svoltosi a Milano lo scorso 3 giugno 2013, il senior partner di F2i Mauro Maia ha esposto alcuni aspetti chiave inerenti lo sviluppo infrastrutturale del Paese, ripercorrendo la storia delle grandi privatizzazioni.

Come già sostenuto dall’Amministratore Delegato di F2i, Vito Gamberale, Mauro Maia ha sottolineato l’importanza di reinvestire in nuove infrastrutture da parte dei player di settore. Maia ha infatti ricordato che “le infrastrutture generano importanti redditività, con EBITDA margin superiori al 50 per cento, che possono e devono finanziare lo sviluppo”. La risposta alla domanda “chi può finanziare, oggi, le infrastrutture?”, considerata la crisi della finanza pubblica, è dunque scontata: le nuove infrastrutture devono essere finanziate da quelle già esistenti. “Naturalmente, affinché le infrastrutture esistenti possano finanziare nuove opere, esse devono avere dimensioni consistenti e non essere frammentate. Finora, invece, è mancato il concetto di aggregazione verticale o di filiera nei singoli settori”, ha poi aggiunto Mauro Maia nel corso suo intervento.

A proposito dell’efficienza della gestione delle società attive in ambito infrastrutturale, Maia ha infine sostenuto l’importanza della specializzazione di ciascun player in specifiche filiere o singoli settori: “I tentativi di aggregazione delle multi-utility in macro-utility, infatti, dimostrano come la gestione contemporanea di business, diversi tra loro, penalizzi pesantemente l’efficienza dei servizi ed i conti delle società”.