F2i potrebbe cedere una quota fino al 49% di F2i Aeroporti

Mauro Maia (F2i): “C’è già un forte interesse da parte di investitori internazionali, inclusi alcuni player ricchi di liquidità in Asia e Medio Oriente”

L’Agenzia Reuters ha riportato nel pomeriggio di ieri la notizia secondo cui il Fondo F2i, amministrato da Vito Gamberale, potrebbe cedere una quota fino al 49% di F2i Aeroporti, società veicolo interamente controllata da F2i.

Mauro Maia, Presidente di F2i Aeroporti e Senior Partner di F2i, ha dichiarato alla Reuters che F2i avrebbe dato mandato ad HSBC e Unicredit per portare avanti la cessione.

Secondo quanto dichiarato da Maia, sarebbero già stati contattati a livello internazionale più di cinquanta potenziali investitori, tra cui fondi pensione, fondi infrastrutturali ed investitori sovrani. Alcuni di loro avrebbero già manifestato interesse. Si tratterebbe in particolare di investitori dell’area asiatica e mediorientale, dotati di forte liquidità.

Stiamo offrendo una partecipazione di minoranza qualificata”, ha dichiarato Mauro Maia, “ ed insieme al nuovo partner continueremo a lavorare sul consolidamento del mercato”.

Secondo Reuters, il valore dell’operazione dovrebbe aggirarsi intorno ai 500 mila euro e le prime offerte non vincolanti sarebbero attese da F2i entro il mese di luglio.

L’operazione si dovrebbe articolare in due fasi. Successivamente alle offerte non vincolanti, tra settembre e ottobre è atteso il binding, mentre il closing dell’operazione, secondo quanto dichiarato da Mauro Maia è atteso entro fine 2014.

F2i Aeroporti è una società interamente controllata da F2i – Fondi italiani per le infrastrutture SGR. Attualmente il network aeroportuale di F2i Aeroporti include partecipazioni di maggioranza nelle società di gestione degli aeroporti di Napoli (Gesac) e Torino (Sagat), e quote di minoranza negli aeroporti di Milano, Bergamo e Bologna (attraverso SEA e Sagat), per un volume di traffico nazionale complessivo pari a circa il 35% del mercato.

L’articolo pubblicato da Reuters con le dichiarazioni di Mauro Maia è disponibile al seguente link:

http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/businessNews/idITKBN0E21XZ20140522?sp=true

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FTTH o FFTC? La strategia di Metroweb nelle parole del suo Vice Presidente, Mauro Maia

Tra il 4 e il 5 ottobre 2012 si è svolta, a Capri, la quinta edizione dell’Evento annuale organizzato da Between finalizzato a fare il punto sullo stato di salute del settore delle telecomunicazioni e promuovere l’innovazione tecnologica e la competitività per il Paese. Tra i relatori intervenuti, per F2i – Fondi italiani per le infrastrutture, hanno partecipato l’Amministratore Delegato, Vito Gamberale, ed il Senior partner del Team investimenti specializzato nel settore TLC, Mauro Maia.

F2i è promotore di un Piano per la diffusione delle connessioni ad Internet a banda ultra larga,  presentato nel marzo 2012 in un’Audizione alla Camera dei Deputati, e di cui sarà protagonista Metroweb, società controllata dal Fondo amministrato da Vito Gamberale che detiene la più vasta rete metropolitana in fibra ottica d’Europa, con una presenza capillare e pionieristica nell’area di Milano.

In occasione di un’intervista, realizzata a margine dell’Evento svoltosi a Capri, è stato chiesto a Mauro Maia (Vice Presidente di Metroweb) se la rete, a livello nazionale debba essere la stessa ovunque o se debba essere diversificata a seconda delle zone. Maia ha ricordato l’importanza di una diversificazione a seconda della densità di popolazione. In particolare, secondo Mauro Maia, nelle aree a maggiore densità “è più utile avere per tutto il sistema un’unica rete per tutti gli operatori, che si basi su una tecnologia di tipo FTTH”. Una tecnologia, insomma, che porti la fibra ottica fino alle abitazioni (FTTH – Fiber to the Home) e che non preveda una competizione infrastrutturale, ma soltanto tra operatori. In questo modo la rete può consentire delle economie di scala. Per quanto riguarda invece le aree a minore densità di popolazione, secondo Maia, esse saranno interessate dalla diffusione della fibra ottica sino alle abitazioni successivamente. Per tali aree, può essere sufficiente un’architettura di rete del tipo FTTC (Fiber to the Cabinet), vale a dire un modello secondo cui la fibra ottica arriva sino all’armadietto a ridosso dell’abitazione, collegata per l’ultimo tratto dal tradizionale doppino in rame.

Metroweb è una società che si occupa di affidare in gestione agli operatori telefonici la propria rete in fibra ottica e, nelle aree dove è presente, prevede un’architettura di rete FTTH.

Il video dell’intervista al Senior Partner di F2i,  Mauro Maia, è disponibile al seguente link:

http://www.youtube.com/watch?v=GcgkZjvayz4

Chi deve finanziare le infrastrutture? Mauro Maia (F2i): “Le nuove infrastrutture devono essere finanziate da quelle già esistenti”

In occasione del Convegno organizzato da Assonime ed Adam Smith Society, svoltosi a Milano lo scorso 3 giugno 2013, il senior partner di F2i Mauro Maia ha esposto alcuni aspetti chiave inerenti lo sviluppo infrastrutturale del Paese, ripercorrendo la storia delle grandi privatizzazioni.

Come già sostenuto dall’Amministratore Delegato di F2i, Vito Gamberale, Mauro Maia ha sottolineato l’importanza di reinvestire in nuove infrastrutture da parte dei player di settore. Maia ha infatti ricordato che “le infrastrutture generano importanti redditività, con EBITDA margin superiori al 50 per cento, che possono e devono finanziare lo sviluppo”. La risposta alla domanda “chi può finanziare, oggi, le infrastrutture?”, considerata la crisi della finanza pubblica, è dunque scontata: le nuove infrastrutture devono essere finanziate da quelle già esistenti. “Naturalmente, affinché le infrastrutture esistenti possano finanziare nuove opere, esse devono avere dimensioni consistenti e non essere frammentate. Finora, invece, è mancato il concetto di aggregazione verticale o di filiera nei singoli settori”, ha poi aggiunto Mauro Maia nel corso suo intervento.

A proposito dell’efficienza della gestione delle società attive in ambito infrastrutturale, Maia ha infine sostenuto l’importanza della specializzazione di ciascun player in specifiche filiere o singoli settori: “I tentativi di aggregazione delle multi-utility in macro-utility, infatti, dimostrano come la gestione contemporanea di business, diversi tra loro, penalizzi pesantemente l’efficienza dei servizi ed i conti delle società”.

F2i e la creazione di filiere nei settori delle infrastrutture italiane

Mauro Maia, senior partner di F2i – Fondi italiani per le infrastrutture, ha partecipato lo scorso 9 novembre 2011 all’appuntamento annuale della Global Airport Development Conference, svoltosi per questa edizione a Barcellona. Maia ha presentato le attività del fondo amministrato da Vito Gamberale, sottolineando l’importanza del ruolo di F2i nella creazione di campioni nazionali e filiere di settore in vari ambiti infrastrutturali (acqua, gas, aeroporti, energie rinnovabili, telecomunicazioni).

Nel suo intervento, Mauro Maia ha sottolineato che una grave carenza del sistema infrastrutturale italiano è rappresentata da un’eccessiva frammentazione, con operatori finanziariamente troppo deboli per affrontare sfide competitive a livello internazionale. In questo senso, F2i costituisce un esempio inedito nel panorama nazionale. Dalla sua data di costituzione, nel 2007, F2i si è infatti dimostrato capace di acquisire asset infrastrutturali di tipo brownfield, garantire la gestione industriale delle società, coinvolgere i management team delle società come azionisti di medio periodo e, soprattutto, promuovere processi di aggregazione in settori molto frammentati.

Passando più nello specifico al settore aeroportuale, Mauro Maia ha ricostruito le principali fasi dell’acquisizione da parte di F2i di Gesac, società di gestione dell’Aeroporto internazionale di Napoli. L’operazione ha consentito il rientro in mani italiane di un asset strategico per il Paese e l’ingresso di F2i nel settore aeroportuale. Fin da questo primo investimento, ha sottolineato Maia, F2i ha promosso una strategia orientata alla creazione di una rete di aeroporti regionali e, dunque, una più ampia strategia di rete nazionale, piuttosto che una strategia di rete “di pista”.