Chi deve finanziare le infrastrutture? Mauro Maia (F2i): “Le nuove infrastrutture devono essere finanziate da quelle già esistenti”

In occasione del Convegno organizzato da Assonime ed Adam Smith Society, svoltosi a Milano lo scorso 3 giugno 2013, il senior partner di F2i Mauro Maia ha esposto alcuni aspetti chiave inerenti lo sviluppo infrastrutturale del Paese, ripercorrendo la storia delle grandi privatizzazioni.

Come già sostenuto dall’Amministratore Delegato di F2i, Vito Gamberale, Mauro Maia ha sottolineato l’importanza di reinvestire in nuove infrastrutture da parte dei player di settore. Maia ha infatti ricordato che “le infrastrutture generano importanti redditività, con EBITDA margin superiori al 50 per cento, che possono e devono finanziare lo sviluppo”. La risposta alla domanda “chi può finanziare, oggi, le infrastrutture?”, considerata la crisi della finanza pubblica, è dunque scontata: le nuove infrastrutture devono essere finanziate da quelle già esistenti. “Naturalmente, affinché le infrastrutture esistenti possano finanziare nuove opere, esse devono avere dimensioni consistenti e non essere frammentate. Finora, invece, è mancato il concetto di aggregazione verticale o di filiera nei singoli settori”, ha poi aggiunto Mauro Maia nel corso suo intervento.

A proposito dell’efficienza della gestione delle società attive in ambito infrastrutturale, Maia ha infine sostenuto l’importanza della specializzazione di ciascun player in specifiche filiere o singoli settori: “I tentativi di aggregazione delle multi-utility in macro-utility, infatti, dimostrano come la gestione contemporanea di business, diversi tra loro, penalizzi pesantemente l’efficienza dei servizi ed i conti delle società”.